Seconda trasferta consecutiva alle porte per la Banca Annia Aduna Padova che nel prossimo week-end scenderà in campo con sete di riscatto a Jesi. A fotografare il percorso del club veneto ci pensa Francesca Pierdonati: "La prima parte della stagione è stata piena di alti e bassi dovuti anche ad infortuni di qualche mia compagna. Nel girone di andata abbiamo perso qualche punto importante ma questo girone di ritorno ci sta regalando, sin dall'inizio, grandi emozioni. La voglia di riscattarsi e dimostrare quello che possiamo fare è tanta e ce la metteremo tutta per raggiungere i nostri obiettivi. In questa seconda parte del campionato stiamo cercando di lavorare di più anche sull'aspetto mentale in quanto a volte è stata una nostra mancanza. Per esempio esercitandoci a mantenere lucidità e attenzione durante i momenti cruciali. Personalmente credo che ogni aspetto si possa sempre migliorare, non solo quelli tecnici. Ero inizialmente preoccupata per la prima stagione fuori dalle giovanili ma ho trovato una squadra fantastica con un grande allenatore che aiuta molto anche le 'giovani', ci dà possibilità di entrare in partita e ci stimola parecchio. Penso questo sia il miglior modo per rapportarsi a noi debuttanti perchè dobbiamo acquisire fiducia e prenderci responsabilità anche nei momenti cruciali".
Esempio virtuoso di come saper abbinare in maniera fruttuosa l'impegno in campo e quello sui libri: "Sicuramente per riuscire a fare tutto ci vuole organizzazione e serietà. Credo che studiare alla mia età sia fondamentale e che lo sport aiuti molto i giovani con l'organizzazione di studio, lavoro e tutto il resto. La Pallavolo è lo sport agonistico con più laureati in Italia e credo che questo sia un dato importante che stimola i giovani atleti a non lasciare gli studi".
Un amore all'improvviso dopo le prime esperienze in una disciplina di nicchia: "La mia passione per questo sport in realtà è nata per caso: prima facevo Triathlon ma quando ho cominciato la quinta elementare mia madre non ha potuto più accompagnare me e mio fratello agli allenamenti ed essendo che delle mie amiche facevano Pallavolo ho voluto provare e da li non ho più smesso. Ad avermi sempre spinto a continuare durante un brutto momento è stato un mio allenatore che ha sempre creduto in me anche quando tutti, compresa io, avevano smesso di farlo. Gli sarò sempre grata per questo e non smetterò mai di ringraziarlo. Per quanto riguarda il ruolo devo ammettere che non è stata una mia scelta: a 12 anni mi hanno detto "sei un centrale" e così è sempre stato, non ho mai avuto possibilità di cambiare e, per quanto delle volte sia stressante, non mi vedrei a fare un altro ruolo".
Giovanissima ma con un bagaglio di esperienze già ricchissimo, sportivamente e umanamente: "Le giovanili sono state un duro ma bellissimo percorso, ho cambiato squadre, città e compagne negli anni e ognuna di queste mi ha lasciato qualcosa di importante, sia in maniera positiva che negativa. La stagione più significativa per me è stata quella del 2022-2023 alla Volley Accademy Piacenza. Qui non solo ho incontrato delle ragazze che poi sono diventate le mie migliori amiche ma abbiamo creato una famiglia e fatto una splendida stagione piena di colpi di scena. Quell'anno ci siamo classificate quarte alle nazionali ma io purtroppo mi sono infortunata durate la seconda partita delle qualificazioni quindi non ho avuto occasione di giocare le partite più importanti. Le finali nazionali giovanili sono un'esperienza che auguro a tutti i pallavolisti della mia età. Non solo per la manifestazione che in sè è splendida e ricca di adrenalina ma perché si incontrano giocatrici che provengono da tutta Italia e scontrarsi con squadre davvero forti è stimolante e divertente. Un altro dei ricordi più belli risale probabilmente alla finale regionale del mio ultimo anno di U18. L'anno scorso ho giocato alla Savino del Bene e, dopo un inizio stagione travagliato, le Final Four regionali si sono svolte il giorno del mio diciottesimo compleanno. Devo dire che è stata una partita molto divertente e affrontala da capitano in un ottimo gruppo squadra è stato indimenticabile. Personalmente nonostante le giovanili non siano state un percorso sempre roseo rifarei tutto allo stesso modo, tutti gli avvenimenti successi mi hanno reso la persona che sono nel bene e nel male".
La Pallavolo cementa legami importanti dentro e fuori dal campo: "Negli anni ho giocato con e contro atlete veramente brave di cui la stragrande maggioranza adesso gioca in Serie A, se iniziassi a elencare i nomi di tutte queste splendide ragazze ci vorrebbe moltissimo. Come detto in precedenza l'anno a Piacenza è stato veramente indimenticabile e sono poche le compagne di squadra di quell'annata che non sento regolarmente. Non vorrei nominarne solo una ma, se proprio dovessi scegliere, direi Nicole Piomboni. Lei, Lara Del Core, Sara Pedrolli, Alice Viganò, Sofia Gazzola e Emma Magnabosco le considero sorelle, ci sono sempre state nei bei momenti e in quelli brutti, saranno sempre una spalla su cui piangere e su cui ridere fino a sentirci male".
La palla passa poi al presente e futuro prossimo: "Obiettivo collettivo di quest'anno è arrivare a giocarci i play-off, vedremo cosa ci riserverà il resto della stagione ma sono sinceramente fiduciosa. Personalmente ho tanti sogni ma preferisco concentrarmi sul mio obiettivo principale: continuare a giocare, a migliorare e non smettere mai di farlo sorridendo perchè penso sia la cosa più importante di questo bellissimo sport, divertirsi". Sorriso e sport, la medicina naturale più potente ed efficace per affrontare con lo spirito giusto ogni sfida: Francesca Pierdonati, con annessi valori umani e tecnici, ne segue alla perfezione la ricetta.
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